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VENERDI' 10 FEBBRAIO 2006
 

Francobeat è un cantautore, a volte un cantastorie, a volte è un vincente, a volte un battuto, un beat.
L’idea è quella di “guardare” all’Italia del

Boom Economico, nei suoi aspetti più intimamente ribelli. Fra il ’64 e il ’67 è esistita una beat generation italiana, quella condotta dai capelloni e dai provos, gente che con poche cose in mano correva nel mondo, a portare una idea di libertà, di cambiamento. E’ l’Italia stretta tra gli slogan pubblicitari e il pericolo di un conflitto nucleare, di una politica chiusa nelle viscere dei prodromi di quello che oggi chiamiamo “globalizzazione”.
Un manipolo di giovani intellettuali si fa antenna e promotore del movimento beat, disseminando pubblicazioni di “controcultura”, volantini, fogli, giornali…
Un patrimonio di istintività creativa al tempo stigmatizzato molto in fretta, ma sintomo di una “altra” cultura viva ancor oggi.
Francobeat raccoglie questo mondo, e lo ripropone non tanto nelle linee musicali anni ’60, peraltro neanche pienamente condivise, ma nella voglia di raccontare un mondobeat, che vive di apici di spensieratezza infantile e di dolenti sorrisi a denti stretti. E per farlo i discorsi musicali sono molteplici. Dalla solitudine urbana da Laptop-music, fino all’esigenza del nitido ricordo di quei suoni da band da cantina, stavolta costretti non allo yè-yè o al Twist, ma allo schierarsi al servizio di forvianti brani beat-pop, dove la storia è un beat magari adatto ad MTV, il “Per voi giovani” (famoso programma televisivo anni ’60 che ammiccava ai capelloni) di oggi.

Francobeat è contaminato, in ritardo, e tenta di portare lo stesso messaggio di libertà creativa. Un giorno di una vita, coi suoi sbalzi di umore, con le risate sgraziate e l’ironia amara che troviamo nelle cose di tutti i giorni.
In questo viaggio si alternano brani originali, letture musicate di vere poesie beat, testi tratti dai grandi autori dell’era del boom e reinterpretazioni di quelle canzoni beat che guardavano al fenomeno dei capelloni. Ennio Flaiano, Marcello Marchesi, e poi i provo-beat Carlo Silvestro, Silla Ferradini, articoli dell’epoca e le poesie e i racconti contenuti in “Mondo beat” (Ed. Stampa Alternativa) raccolti da Matteo Guarnaccia, guru della controcultura italiana, sono le fonti da cui è nata la colonna sonora per un viaggio in questa mai spenta “beat generation”. Fonti che portano sia la voce istintiva di quei giovani che quella di illuminati intellettuali “inseriti” in quel controverso mondobeat.

Il progetto nasce come un reading-concerto, un contenitore che presenta il lavoro fatto in studio, che prende una forma drammaturgica dai testi originali e da un flusso che li lega fatto di letture musicate, sia in forma canzone che “improvvisate” , con mondi musicali più vicini alla beat generation americana (free-jazz e aggiungo pop). Un viaggio-beat a più fermate, guidati da un personaggio così com’è, umano, instabile, sognatore, osservatore, vivo.

APPROFONDIMENTI EVENTUALI
Francobeat website

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